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Ingredienti27 gen 20262 min di lettura

Eschscholtzia

L'Escholtzia appartiene alla famiglia delle papaveracee. Questa pianta è stata utilizzata in fitoterapia per molti secoli per le sue qualità sedative.
Escholtzia

Come i suoi cugini papavero e papavero, l'escholtzia fa parte della famiglia dei papaveracee. Questa pianta è utilizzata in erboristeria da molti secoli per le sue qualità sedative. Scopriamo insieme le tante virtù di questa sorprendente pianta e le sue modalità di utilizzo...

Origine

Originaria della California, l'escholzia deve il suo soprannome di Papavero della California. Questa bella pianta dal colore giallo-arancio, cugina del papavero, arrivò in Europa nel XIX secolo, inizialmente come fiore ornamentale, mentre per molti secoli è stata utilizzata come pianta medicinale dai nativi americani. Fu solo nel 1820 che il botanico tedesco Aldelbert von Chamisso diede a questa pianta il suo nome scientifico: eschscholtzia. Cugina del papavero, l'eschscholtzia non è però una pianta narcotica, anche se è indicata in caso di insonnia. In erboristeria si usa consumare per via orale le sue parti aeree.

Benefici nutrizionali

Come tutte le altre piante della famiglia dei papaveri, l'escholtzia contiene alcaloidi in gran numero.

Sanguinario

Questo alcaloide ha attività antimicrobica, ma anche attività antivirali e citotossiche.

Pavine

Questi alcaloidi riducono l’agitazione e il nervosismo e facilitano la calma.

Escholtzia contiene anche flavonoidi e carotenoidi, potenti antiossidanti, oltre a fitosteroli, lipidi vegetali dal ruolo essenziale per l'organismo.

Benefici e virtù

Il papavero della California lo è iscritta nell'elenco delle piante medicinali della Farmacopea francese. Soprannominato “pianta del sonno ristoratore”, viene utilizzato principalmente per trattare i disturbi del sonno. Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sonno agitato, incubi ricorrenti migliorano grazie alle pavine che riducono il nervosismo e hanno un forte potere calmante. Senza dipendenza, può essere utilizzato per favorire il sonno nei bambini irrequieti o combattere l'eunuresi, conseguenza diretta dell'ansia notturna. Un recente studio osservazionale effettuato su pazienti trattati per l'insonnia legata all'ansia, ha evidenziato un impatto molto positivo sulla durata del sonno e sul numero di risvegli notturni.

L'escholtzia è anche un blando ansiolitico combatte efficacemente lo stress e il nervosismo. Può quindi essere efficacemente combinato con il biancospino per un effetto potenziato. Uno studio in doppio cieco su pazienti affetti da ansia ha concluso che un trattamento che combinava escolzia, biancospino e magnesio era efficace.

Infine, l'escholtzia è utile per alleviare gli spasmi intestinali e le coliche, molto spesso legati a stress e ansia.

Dosaggio

La dose abituale è di 3-4 capsule da circa 1 g al giorno.
Può essere consumato anche come estratto fluido in ragione di un cucchiaino 3 volte al giorno o come tintura madre, 25 gocce 3 volte al giorno. Come tisana è sufficiente lasciare in infusione 5 g di parti aeree per 10 minuti in acqua bollente.

Effetti collaterali e controindicazioni

Il suo alto contenuto di alcaloidi lo rende un integratore alimentare controindicato nelle donne in gravidanza e in allattamento e nei bambini di età inferiore a 6 anni.
L'escholtzia può causare sonnolenza, quindi non è consigliabile assumerla prima di mettersi alla guida. Dovrebbe essere evitato anche il consumo di alcol durante il trattamento poiché rischia di potenziare l'effetto sedativo dell'escholtzia.